Lei é Alison Shaw e sul palco al suo fianco ci sono il fratello Jim e altri tre ragazzotti inglesi non più di primo pelo: i Cranes. Li vidi suonare tre volte all'inizio degli anni 90 e della loro carriera, a supporto dei Cure nel loro Wish tour, al Bloom in una nottata di fitta nebbia e sotto il diluvio di Sonoria: era il loro momento di gloria, a cavallo tra il primo album "Wings of Joy", la pubblicazione di "Forever" e il (relativo) successo commerciale di "Loved". Li adoravo, e canzoni come "Far Away", "Shining Road", "Jewel" (meglio l'abrasivo originale che la versione remixata da Robert Smith, "troppo Cure" per i miei gusti), "Reverie" hanno girato per secoli nel mio lettore.
Negli anni successivi li persi di vista e anche loro si persero, tra cambi di formazione e di rotta: una svolta prima acustica (l'insipido "Population 4") poi chiamiamola-ambient-con-tocchi-di-elettronica (leggerete anche "dream pop", mah) dei successivi tre album, tutti di buon livello, l'ultimo dei quali risalente al 2008. Poco a che spartire con il suono del primo periodo del gruppo, un mix originalissimo di industrial, dark, gothic, shoegaze e cose così, e pochissima anche l'esposizione ai media rispetto alle copertine del decennio precedente. Denominatore comune, proprio quella voce da bambina che sa essere dolce e spettrale, soave e angosciante allo stesso tempo.
Il concerto era presentato (male: pochi manifesti, poca pubblicità, alla fine pochi spettatori forse anche per l'infelice location a l'Hospitalet de Llobregat e lo sciopero dei mezzi: io ho girato mezz'ora per un parcheggio in una zona - diciamo - non delle più chic dei sobborghi della città) come "più di due ore di viaggio lungo tutta la storia musicale del gruppo", e così é stato: pochi i momenti di stanchezza durante due e ore e 10' generosissime, circa 25 canzoni che hanno rappresentato un perfetto bilanciamento tra prima fase sperimentale (diverse canzoni dai primi EP addirittura precedenti al primo album), anni della maturità ("Forever" e "Loved" gli album più saccheggiati) e ultima decade. Molti classici, diverse chicche naturalmente le mie adorate "Adrift" e "Lilies".

Spero davvero che la voglia di suonare che appariva visibile nei componenti del gruppo si possa tradurre presto in nuova musica, 5 anni di silenzio discografico sono troppi anche per gli standard di pigrizia della famiglia Shaw. É tempo di nuove "future songs", insomma, e chissà che queste poche date "celebrative" non possano far nascere un nuovo equilibrio compositivo tra vecchio e nuovo, tra silenzio e rumore, tra i loro vent'anni e i loro quaranta. Che poi sono anche i miei.
Setlist (accurata al 100% gracias a Estanis):
1- Light Song
2 - Submarine
3 - Shining Road
4 - Loved
5 - Pale Blue Sky
6 - Living and Breathing
7 - Inescapable
8 - Dada 331
9 - Beautiful Friend
10 - Here Comes the Snow
11 - Feathers
12 - Wires
13 - Far Away
14 - Clear
15 - Lilies
16 - Adoration
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17 - Heaven or Bliss
18 - Joy Lies Within
19 - Fuse
20 - To Be
21 - Reverie
22 - Jewel
23 - Adrift
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24 - Tangled Up
25 - Future Song
26 - Everywhere